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La catenaria, dove la metto, dove la metto
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Argentario Futuro
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MessaggioInviato: Sab Mar 27, 2010 3:39 am    Oggetto: Re: Auguri Rispondi citando

franco ha scritto:
Auguri ( e non sono ironico) a chi ancora pensa e crede che a Porto Ercole sia possibile fare un piano regolatore del porto, dove per porto si deve intendere tutto lo specchio acqueo e non catenaria e spazi liberi.

Sono portato a pensare che, se non ce l' ha fatta la vecchia amministrazione,non ce la farà nessuno.

Se in futuro qualcuno mi dovesse smentire nei fatti sarei il primo ad esserne felice, ma la vedo dura, tanto dura. Sad Sad

Morgana questo lo vorrei chiamare "Come eravamo......e come siamo finiti" ma, per ora è un post che vuole parlare di un Uomo che ha dato e che non è stato capito.
Tanti anni fa i nostri pantaloncini, cuciti in casa con la Borletti e tenuti su da un bretella di stoffa in diagonale, conobbero un uomo grande, molto grande. D'altronde eravamo, già allora piccoli di statura, "colpa delle favette mangiate in tempo di guerra dai vostri genitori!" Vedere questo orso buono, voce grossa e calante, con mani ciotte e mobili che girava, nella zona del ghetto, per piazze sterrate, scale dissestate e marciapiedi ancora da inventare ci creava stupore e turbamento:stava invadendo il nostro territorio di gioco. Alla giusta curiosità i nostri genitori, le mamme-babbo (i babbi veri li vedevamo ogni 45 giorni) scrollavano le spalle, dicevano e non dicevano, sembravamo,con il senno di poi, innamorate e gelose della conoscenza del maestr Q: l'orso invasore. Quando sentimmo, di straforo, la parola ' delegato del sindaco' continuammo a non capire perchè frequentasse le nostre praterie, le buchette per le palluzzelle e gli angoli dove facevamo volare le nostre trottole.Non passarono molti giorni e fiorirono marciapiedi, scalinate, piazze lisce e levigate, a parte il nero-pece "dei stattoni". I piedi scalzi e sporchi, che prima sgambettavano allegramente nella terra, cominciarono ad aver soggezione e rispetto per quelle superfici pulite e lucenti: avevamo paura di sporcare, per noi erano come gli specchi in casa, generalmente qualcuno si 'attacca' agli specchi non ci cammina sopra. Le ginocchia subirono l'attacco più violento: diverso cadere sull'asfalto piuttosto che sulla terra battuta. Ci adattammo anche per il rispetto delle nostre mamme, sempre più in devozione e adorazione verso il maestro Q. Poi sparì il maestro: non ci preoccupammo, per la verità, neanche tanto anche quando riuscimmo a percepire, nello ciu-ciù conviviale in cui si esrcitavano le nostre mamme, ormai visibilmente 'vedove' del maestro, le parole "Macomer....in Sardegna". Nella nostra ingenuità pensammo che anche i nostri babbi, che pescavano in Sardegna, avessero bisogno di un pò di istruzione, visto che le lettere che arrivavano alle mogli, erano scritte da altri e dicemmo, velocemente "Grazie,maestro Q". Riapparì che eravamo già grandi, lo chiamavamo maestro ma era diventato Direttore. Nel frattempo avevamo capito che non era andato in Sardegna per occuparsi dei nostri babbi perchè le lettere avevano continuato a farsele scrivere da altri. Il rispetto era forte anche dopo 40 anni e quando si rese disponibile a 'percorrere' l'interesse per il Nostro Paese, le braccia erano già spalancate nel ricordo. L'Orso buono era tornato. I Portercolesi sapevano che i nostri monumenti più importanti erano Forte Filippo, Forte La Rocca, Forte Stella e Forte S.Caterina: presenti ma divisi.Il maestro fece capire che l'individualità non pagava e che sarebbe stato meglio essere uniti, diventare "I Forti". Così partì la storia di un'idea mai diventata progetto. Qualcuno capì l'idea, che non prevedeva nessuna battaglia anacronistica per l'autonomia, niente devolution ma che fosse riconosciuto ai Portercolesi di essere, insieme agli abitanti di P.S.Stefano, UGUALI DIVERSAMENTE. E, quando parlava di interessi si riferiva a quelli generali che riguardavano il Paese.Le elezioni premiarono l'idea, il progetto fu cancellato dall'euforia del successo ottenuto. Si capì che "I Forti", singolarmente, stavano per rientrare nei loro castelli. Un giorno Q. disse basta: piansero i famigliari, si emozionarono quei Portecolesi che avevano il ricordo di uno che aveva dato e pagato, altri parteciparono, istituzionalmente, con faccia quasi triste e occhi vispi. Stavolta non andava a Macomer. "La storia ci racconta come finì la corsa" (La Locomotiva Guccini): quel gruppo continuò ma si stava perdendo lo spirito iniziale ed ognuno andava da solo come 'unto da Dio'. Tanti Portercolesi ci rappresentarono in Comune, senza più lo spirito di Q., senza progetti senza programmi condivisi. Le fortezze tornarono al loro posto ed ogni tanto Forte Filippo combatteva con la Rocca. "Sono portato a credere che, se non ce l'ha fatta la vecchia amministrazione, non ce la farà nessuno". Le cose non si fanno per vari motivi: incompetenza, incapacità, impotenza. Mi piacerebbe chiedere ai Portercolesi che parteciparono all'avventura del maestro Q., visto che più o meno sono stati sempre in maggioranza, cosa è successo perchè Porto Ercole non abbia 'sentito' la voglia di cambiamento e riconoscimento che era alla base dell'Idea? Perchè siamo riusciti, Portercolesi governado, a perdere anche i finanziamenti SFOP a fondo perduto per il molo frangiflutto? Ancora, dopo quasi dieci anni, nessuno ce l'ha spiegato. Perchè è stato permesso che nel porto ognuno facesse 'il proprio comodo'? I marciapiedi l'aveva fatti anche il maestro Q. ed in quel momento era il segno che un mondo nuovo di buona politica fosse possibile: quelli fatti dopo, belli, non sono serviti a dare l'idea che qualcosa stesse cambiando. I fondamentali di questo nostro Paese sono rimasti gli stessi: alla fine dell'estate i nuovi orsi, pieni come uovi, vanno in letargo e chi ha avuto ha avuto e chi ha dato non gli resterà che aspettare il risveglio di chi è satollo. Il nostro Orso, forse, si sarebbe mosso anche quando gli altri stavano ancora dormendo: l'avrebbe fatto nell'interesse di tutti i suoi Paesani. Vorrei finire parafrasando Denzel Washinton nel film 'Philadelphia': siccome non capisco, almeno io, come possa essere successo questo senso e stato di abbandono vorrei che qualcuno me lo "spiegasse come se avessi quattro anni". Amici andiamo avanti e proviamo a dimostrare che un'Idea può diventare un progetto. I saggi? Bah...
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Morgana
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MessaggioInviato: Sab Mar 27, 2010 9:38 am    Oggetto: Rispondi citando

Tu riesci a rendere epica qualsiasi cosa. Continua... Very Happy Very Happy
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MessaggioInviato: Sab Mar 27, 2010 9:47 am    Oggetto: Rispondi citando

Starei ore e ore a leggere A.F !!! Wink Wink
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MEGLIO N'VIDIATI,CHE COMPATITI

PER OGNI DUBBIO C'E' UNA PORTA CHIUSA,MA OGNI PORTA HA LE SUE CHIAVI!!!!!

ARMADA INVINCIBLE DELL'ACQUADOLCE VINCITORI DELLA CACCIA AL TESORO 2008 E 2014!!!!

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pesceimpiso
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MessaggioInviato: Sab Mar 27, 2010 10:05 am    Oggetto: Rispondi citando

si poi devi andare dall oculista Very Happy
scherzo ovviamente
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MessaggioInviato: Sab Mar 27, 2010 12:58 pm    Oggetto: Rispondi citando

Un grande.
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franco
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MessaggioInviato: Sab Mar 27, 2010 2:59 pm    Oggetto: risposta Rispondi citando

Ciao A.F. leggo il tuo post.
Parte da lontano , da un passato che te hai vissuto e che io, avendo magari una decina di anni meno dei tuoi, ho conosciuto attraverso il ricordo delle persone che me ne hanno parlato.
Sarebbe bello poter rispondere compiutamente a tutti i quesiti che hai posto, le idee e le motivazioni ci sono,ma ci vorrebbe un libro più che un post.
Posso solo farti far mente su un episodio, datato ma più recente, che, a mio modesto parere da una risposta ai tuoi quesiti, e che immagino tu ricordi bene: il referendum per l'autonomia comunale.
Lo hai presente vero? Un paese come il nostro, dove "a parole" siamo il massimo del campanilismo "nel momento del bisogno", quando c era la possibilità di gestirci da soli.........neanche la metà dei portercolesi andò a votare.
Allora, tutti i paesi che lo vollero, compreso Capalbio, ebbero la chance e la utilizzarono per gestirsi da soli, noi Sad Sad
E' questo, secondo me ovviamente, il quadro cui inserire e con cui confrontare tutto quello che è successo prima ,quello che è successo dopo e succederà in futuro al nostro paese, questi siamo noi.
In base a questo riferimento io penso che nelle gestioni 1999-2007 Porto Ercole, fra quello che è stato realizzato e quello che era stato messo in cantiere ed è stato interrotto,abbia avuto il massimo di quello che ha avuto e potrà avere in futuro.
I primi 2 anni di questa amministrazione mi sembra che confermino quanto ho affermato.
Spero tu rispetti anche se magari non condividi, e ripeto, se qualcuno mi smentirà ,con i fatti, sarò ben felice di rivedere le mie idee.
Un saluto.
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MessaggioInviato: Sab Mar 27, 2010 10:00 pm    Oggetto: Rispondi citando

chi c'era al comando quando potevamo staccarci da s.stefano.........e invece per paura di scendere dal trono dove era insediato parlo' con i nostri concittadini per nn andare a votare...........delucidatemi io nn ero ancora nato ma sono convinto che adesso 80 per cento della popolazione voterebbe per il referendum...poi bisogna dire ogni tanto anche le cose meno positive ma aime' guardiamo solo da una parte.......
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MessaggioInviato: Mer Mar 31, 2010 12:56 am    Oggetto: Re: risposta Rispondi citando

franco ha scritto:
Ciao A.F. leggo il tuo post.
Parte da lontano , da un passato che te hai vissuto e che io, avendo magari una decina di anni meno dei tuoi, ho conosciuto attraverso il ricordo delle persone che me ne hanno parlato.
Sarebbe bello poter rispondere compiutamente a tutti i quesiti che hai posto, le idee e le motivazioni ci sono,ma ci vorrebbe un libro più che un post.
Posso solo farti far mente su un episodio, datato ma più recente, che, a mio modesto parere da una risposta ai tuoi quesiti, e che immagino tu ricordi bene: il referendum per l'autonomia comunale.
Lo hai presente vero? Un paese come il nostro, dove "a parole" siamo il massimo del campanilismo "nel momento del bisogno", quando c era la possibilità di gestirci da soli.........neanche la metà dei portercolesi andò a votare.
Allora, tutti i paesi che lo vollero, compreso Capalbio, ebbero la chance e la utilizzarono per gestirsi da soli, noi Sad Sad
E' questo, secondo me ovviamente, il quadro cui inserire e con cui confrontare tutto quello che è successo prima ,quello che è successo dopo e succederà in futuro al nostro paese, questi siamo noi.
In base a questo riferimento io penso che nelle gestioni 1999-2007 Porto Ercole, fra quello che è stato realizzato e quello che era stato messo in cantiere ed è stato interrotto,abbia avuto il massimo di quello che ha avuto e potrà avere in futuro.
I primi 2 anni di questa amministrazione mi sembra che confermino quanto ho affermato.
Spero tu rispetti anche se magari non condividi, e ripeto, se qualcuno mi smentirà ,con i fatti, sarò ben felice di rivedere le mie idee.
Un saluto.


Era il 1974 e pensavamo che chiedendo l'autonomia di Porto Ercole avremmo trovato la soluzione a tutte le problematiche del nostro Paese. I partiti socialisti promossero la raccolta delle firme e tutti i partiti si accodarono; anche i democristiani e i comunisti corsero dal notaio per dare la loro adesione. Ma mentre i socialisti firmarono tutti (32%), i comunisti e i democristiani (68%) invitarono i loro elettori a firmare uno si e uno no. Arrivammo al 64% e venne a tutti la paura.... l'interesse di pochi e il presenzialismo di altri. Brutta storia per noi ventenni;non capimmo perchè ci avessero trattati da esca. Poi capimmo che eravamo stati, per tutti i "grandi" politici, l'esca e il pesce, la mosca e il ghiozzo piuttosto che una bainca. Non si voleva cambiare niente per non cedere il potere di piccolo cabotaggio per piccoli interessi. Chi veniva dai fasci si incontrò con chi raccontava (?) di resistenza. E se aveste visto come si trattavano male, vi sareste anche preoccupati ma provvidero, con un colpo d'occhio , ad inventare " i tarallucci e vino"."Capalbio ce l'ha fatta, Capalbio è riuscito", i cittadini ed i loro rappresentanti hanno fatto di quel paese un qualcosa di appetibile per il turismo e per la cultura. Prima del referendum sapevano già cosa fare: avevano un programma per il futuro.
L'autonomia, la devolution, il 'comune per conto nostro': un falso problema, P.s.Stefano non sta meglio di noi. E' di questi giorni la fine di un brutto sogno 'devoluscionario' senza idee, senza strategia, senza tattica, un pò di soldati e pochi generali.
Dal 1974 ad oggi, aldilà delle appartenenze politiche, tutti i Portercolesi che hanno amministrato, hanno fallito. Altrimenti non saremmo qui a lamentarci come spesso siamo usi fare. Pensare che la stato di abbandono del nostr Paese sia colpa dei Santostefanesi è una enorme sciocchezza: non diamo loro 'meriti' che non hanno e che sono invece le nostre colpe e la nostra incapacità. A pensare a Porto Ercole con un consiglio comunale proprio formato da chi ci ha rappresentato in questi 36 anni, mah......non amo i film di fantascienza e quelli dell'orrore mi fanno tremare dalla paura: preferisco i brividi d'amore! Farsi ingannare dal nostro fondamentalismo e da chi ci dà una polpetta per farci illudere serve soltanto a metterci uno contro l'altro.
Autonomia, devolution, etc. sono parole vuote, non servono contenitori servono idealità e progetti. Se ci troveremo d'accordo su quale potrà essere il nostro mondo possibile allora nessuno potrà fermarci: diritti verso quel punto all'orizzonte che rappresenta il futuro, senza dare ascolto ai vari Lucignoli che potremo incontrare sulla strada e facendo attenzione, molta attenzione ai tanti "Gatti e volpi", senza parenti e interessi. L'idea che ho iniziato a proporre (altri topic partiranno), cercando di condividerla con chiunque voglia, è un modo di fare in molti quello che non è stato fatto per anni da pochi apprendisti stregoni.
Questo è un paese che per anni è stato trattato come un paio di pantaloni rattoppati a cui venivano apposte altre toppe, pantaloni che ormai stanno cedendo e, con essi, il Paese: chi ci quadagna sono i venditori di toppe.
Abbiamo bisogno di un nuovo inizio e di nuovi sarti ed insieme potremo creare un nuovo vestito con nuovi pantaloni e comode scarpe per camminare verso il futuro magari con qualche lira in tasca come segno che il tempo sta cambiando.
P.S.: Franco io rispetto tutto e tutti ma non comprendo chi mi vuole convincere che non ci può essere un altro Porto Ercole possibile, dove tutti possano sperare di avere un'opportunità per se stessi e per il nostro Paese. E' chiaro che Porto Erccole è un portatore malato di una politica sbagliata, di poche idee e molti monopoli, è stato trasformato in un paese di egoismi, di invidia e di pecoroni che vanno a leccare i nuovi padroni e a pietire un sorriso falso e una stretta di mano viscida . Woody Gutrie cantava "This ground is my ground". Vorremmo sperare tutti in una presa di coscienza che questo Paese è di tutti, è nostro.
"Domani è un altro giorno" dice Rossella O'Hara nel film 'Via col vento'; ma non è che una dormita ci farà cambiare idea!
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MessaggioInviato: Mer Mar 31, 2010 9:00 am    Oggetto: Re: risposta Rispondi citando

Argentario Futuro ha scritto:
, "di invidia e di pecoroni che vanno a leccare i nuovi padroni e a pietire un sorriso falso e una stretta di mano viscida .

Ma quanto mi piace questa frase...proprio tanto... Wink
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nuvola rossa
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MessaggioInviato: Lun Apr 05, 2010 12:04 am    Oggetto: Re: risposta Rispondi citando

Argentario Futuro ha scritto:
franco ha scritto:
Ciao A.F. leggo il tuo post.
Parte da lontano , da un passato che te hai vissuto e che io, avendo magari una decina di anni meno dei tuoi, ho conosciuto attraverso il ricordo delle persone che me ne hanno parlato.
Sarebbe bello poter rispondere compiutamente a tutti i quesiti che hai posto, le idee e le motivazioni ci sono,ma ci vorrebbe un libro più che un post.
Posso solo farti far mente su un episodio, datato ma più recente, che, a mio modesto parere da una risposta ai tuoi quesiti, e che immagino tu ricordi bene: il referendum per l'autonomia comunale.
Lo hai presente vero? Un paese come il nostro, dove "a parole" siamo il massimo del campanilismo "nel momento del bisogno", quando c era la possibilità di gestirci da soli.........neanche la metà dei portercolesi andò a votare.
Allora, tutti i paesi che lo vollero, compreso Capalbio, ebbero la chance e la utilizzarono per gestirsi da soli, noi Sad Sad
E' questo, secondo me ovviamente, il quadro cui inserire e con cui confrontare tutto quello che è successo prima ,quello che è successo dopo e succederà in futuro al nostro paese, questi siamo noi.
In base a questo riferimento io penso che nelle gestioni 1999-2007 Porto Ercole, fra quello che è stato realizzato e quello che era stato messo in cantiere ed è stato interrotto,abbia avuto il massimo di quello che ha avuto e potrà avere in futuro.
I primi 2 anni di questa amministrazione mi sembra che confermino quanto ho affermato.
Spero tu rispetti anche se magari non condividi, e ripeto, se qualcuno mi smentirà ,con i fatti, sarò ben felice di rivedere le mie idee.
Un saluto.


Era il 1974 e pensavamo che chiedendo l'autonomia di Porto Ercole avremmo trovato la soluzione a tutte le problematiche del nostro Paese. I partiti socialisti promossero la raccolta delle firme e tutti i partiti si accodarono; anche i democristiani e i comunisti corsero dal notaio per dare la loro adesione. Ma mentre i socialisti firmarono tutti (32%), i comunisti e i democristiani (68%) invitarono i loro elettori a firmare uno si e uno no. Arrivammo al 64% e venne a tutti la paura.... l'interesse di pochi e il presenzialismo di altri. Brutta storia per noi ventenni;non capimmo perchè ci avessero trattati da esca. Poi capimmo che eravamo stati, per tutti i "grandi" politici, l'esca e il pesce, la mosca e il ghiozzo piuttosto che una bainca. Non si voleva cambiare niente per non cedere il potere di piccolo cabotaggio per piccoli interessi. Chi veniva dai fasci si incontrò con chi raccontava (?) di resistenza. E se aveste visto come si trattavano male, vi sareste anche preoccupati ma provvidero, con un colpo d'occhio , ad inventare " i tarallucci e vino"."Capalbio ce l'ha fatta, Capalbio è riuscito", i cittadini ed i loro rappresentanti hanno fatto di quel paese un qualcosa di appetibile per il turismo e per la cultura. Prima del referendum sapevano già cosa fare: avevano un programma per il futuro.
L'autonomia, la devolution, il 'comune per conto nostro': un falso problema, P.s.Stefano non sta meglio di noi. E' di questi giorni la fine di un brutto sogno 'devoluscionario' senza idee, senza strategia, senza tattica, un pò di soldati e pochi generali.
Dal 1974 ad oggi, aldilà delle appartenenze politiche, tutti i Portercolesi che hanno amministrato, hanno fallito. Altrimenti non saremmo qui a lamentarci come spesso siamo usi fare. Pensare che la stato di abbandono del nostr Paese sia colpa dei Santostefanesi è una enorme sciocchezza: non diamo loro 'meriti' che non hanno e che sono invece le nostre colpe e la nostra incapacità. A pensare a Porto Ercole con un consiglio comunale proprio formato da chi ci ha rappresentato in questi 36 anni, mah......non amo i film di fantascienza e quelli dell'orrore mi fanno tremare dalla paura: preferisco i brividi d'amore! Farsi ingannare dal nostro fondamentalismo e da chi ci dà una polpetta per farci illudere serve soltanto a metterci uno contro l'altro.
Autonomia, devolution, etc. sono parole vuote, non servono contenitori servono idealità e progetti. Se ci troveremo d'accordo su quale potrà essere il nostro mondo possibile allora nessuno potrà fermarci: diritti verso quel punto all'orizzonte che rappresenta il futuro, senza dare ascolto ai vari Lucignoli che potremo incontrare sulla strada e facendo attenzione, molta attenzione ai tanti "Gatti e volpi", senza parenti e interessi. L'idea che ho iniziato a proporre (altri topic partiranno), cercando di condividerla con chiunque voglia, è un modo di fare in molti quello che non è stato fatto per anni da pochi apprendisti stregoni.
Questo è un paese che per anni è stato trattato come un paio di pantaloni rattoppati a cui venivano apposte altre toppe, pantaloni che ormai stanno cedendo e, con essi, il Paese: chi ci quadagna sono i venditori di toppe.
Abbiamo bisogno di un nuovo inizio e di nuovi sarti ed insieme potremo creare un nuovo vestito con nuovi pantaloni e comode scarpe per camminare verso il futuro magari con qualche lira in tasca come segno che il tempo sta cambiando.
P.S.: Franco io rispetto tutto e tutti ma non comprendo chi mi vuole convincere che non ci può essere un altro Porto Ercole possibile, dove tutti possano sperare di avere un'opportunità per se stessi e per il nostro Paese. E' chiaro che Porto Erccole è un portatore malato di una politica sbagliata, di poche idee e molti monopoli, è stato trasformato in un paese di egoismi, di invidia e di pecoroni che vanno a leccare i nuovi padroni e a pietire un sorriso falso e una stretta di mano viscida . Woody Gutrie cantava "This ground is my ground". Vorremmo sperare tutti in una presa di coscienza che questo Paese è di tutti, è nostro.
"Domani è un altro giorno" dice Rossella O'Hara nel film 'Via col vento'; ma non è che una dormita ci farà cambiare idea!


Non sono d'accordo. Ho un rispetto quasi sacro delle cariche elettive; affermare che "tutte le amministrazioni hanno fallito" (dal '74 o altro) e' dire che hanno fallito eletti ed elettori perche',alla fine,i due soggetti diventano "uno" per definizione e perche' cosi' fa' intuire la nostra carta costituzionale. Gli errori di questa o quella Amministrazione sono tali solo ex post, e solo alla impietosa verifica del tempo.Non cerchiamo alibi inutili ed abituiamoci invece a quella che ritengo una colonna del vivere civile: l'indignazione.
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Io ho ascolato pazientemente le promesse del Grande Padre,ma la sua memoria e' corta.Io ora sono adirato con lui.Questo e' tutto quello che dovevo dire. "Nuvola Rossa"
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MessaggioInviato: Mar Apr 06, 2010 1:23 am    Oggetto: Rispondi citando

Credo, come ho detto altre volte in questo forum, che senza conoscenza del mondo che ci ha preceduto e di tutto ciò che ci avvolge riusciremo a dare giudizi superficiali e senza sostanza.
NuvolaRossa, la tua teoria del coinvolgimento degli elettori con gli eletti è un esercizio senza fondamento legislativo e una assoluzione a prescindere per chi, per Porto Ercole, ha 'governato'.
Articolo 67 della Costituzione Italiana.
"Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo e mandato".
Basta cambiare Consiglio Comunale per Parlamento e Nazione con Comune di Monte Argentario ed il gioco è fatto: gli eletti potranno fare ciò che gli pare senza vincoli e mandato.
E le pre-consiliari saranno false cerimonie dove coinvolgere gli elettori per farli sentire importanti e poi ,spesso, agire come previsto dall'art. 67 della Costituzione: senza vincoli e mandato,cioè come gli pare.
I comizi, gli incontri con gli elettori, le cene elettorali, i "non ti preoccupare ci penso io", i "telefonami se vuoi" sono opere di ipnosi elettorale che colpiscono i creduloni e i 'ghiozzi'.
I programmi politici, sventolati come la medicina per tutti i mali, sono scopiazzature e plagi di quelli degli anni e dei lustri precedenti: quando in un partito si sente dire 'ora dobbiamo fare la commissione per il programma', beh... la libidine sale alle stelle ma la voglia di andarsene, meno male, arriva prima.
Riti falsi per alibi veri: comunque abbiamo fatto il programma.
Chiedere ai portercolesi che ci hanno amministrato se ne hanno ancora e quanto di quei programmi è stato attuato.
Magari vi diranno che quello del 2007 era uguale a quello del 1997 e sarà senzaltro vero; perchè quello che doveva essere fatto non è stato mai fatto.
Porto Ercole è un paese che oggi si meraviglia se apre un negozio:capitani coraggiosi verso il fallimento.
Porto Ercole è un paese che chiude per ferie il 30 settembre dopo aver aperto a luglio. Gli unici turisti che rimangono sono i portercolesi che continuano a vivere come se niente fosse cambiato; infatti i prezzi sono sempre gli stessi, sempre gli stessi sono quelli che fanno il doppio lavoro magari levandolo ai giovani.
I giovani pascolano nella più grossa struttura di insegnamento per la vita: la sala giochi, movimenti ciondolanti verso il niente e occhi che guardano... ma che guardano e dove guardano?
Porto Ercole è il paese con i disoccupati più ricchi di tutta Italia: tanto c'è sempre un nonno o un babbo che fa due o tre lavori.
Sulle paranze ci lavorano gli extracomunitari, gli altri lavori portuali attengono a monopoli stagionali:perchè 8 paranze fatturano più di tutti gli operatori dell' "economia del mare"?
Nuvola, nessun progetto strutturale è stato fatto negli ultimi 20 anni di politica portercolese e mi dici che gli errori sono tali ex-post; Porto ercole è un paese che non c'è e chi vuole assolvere assolva ma la "micragna" rimane.
Credo di non essere un tipo in cerca di alibi perchè la mia Vita me la sono conquistata giorno per giorno ed arrivato a questa età di meno giovane non ho più la voglia di aggiustamenti o sagge diplomazie per il mio Paese, questo paese ha bisogno di una rivoluzione:idee, progetti, programmi che si toccano e via...trottare verso un futuro che qualcuno ci ha sottratto in questi anni.
E chi non vuole vogare potrà sempre trovare una mano, un piede, una frottola da baciare; per il mio paese vorrei che le mani, i piedi e le frottole rimanessero orfani di baciatori.
Sarebbe nato un nuovo popolo e la speranza che gli imbonitori, i maghi, i saltimbanchi e i fattucchieri non avrebbero più un popolo di creduloni a versare oboli di fiducia.
Dice Guccini " Di solito ho da far cose più serie, costruir su macerie o mantenermi vivo" (L'Avvelenata).
Se siamo pronti, lavoriamo:le macerie sono tante.
P.S.:Nuvola Rossa o Mahpiua-luta grande capo degli Oglala Dakota della nazione sioux.
Ma non partecipò alla battaglia di Little Big Horn; i sioux furono guidata alla vittoria contro le giubbe blu del Generale Custer da Cavallo Pazzo.
Nuvola Rossa era un grande combattente diplomatico, Cavallo Pazzo uno che capitava quando era il momento di agire: sono stato sempre un fan di Cavallo Pazzo.Leggere "Seppellite il mio cuore a Wounded Knee" di Dee Brown Saggi Mondadori.
Ho fatto tardi, 'notte.
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MessaggioInviato: Mar Apr 06, 2010 5:50 pm    Oggetto: Rispondi citando

Argentario Futuro ha scritto:
Credo, come ho detto altre volte in questo forum, che senza conoscenza del mondo che ci ha preceduto e di tutto ciò che ci avvolge riusciremo a dare giudizi superficiali e senza sostanza.
NuvolaRossa, la tua teoria del coinvolgimento degli elettori con gli eletti è un esercizio senza fondamento legislativo e una assoluzione a prescindere per chi, per Porto Ercole, ha 'governato'.
Articolo 67 della Costituzione Italiana.
"Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo e mandato".
Basta cambiare Consiglio Comunale per Parlamento e Nazione con Comune di Monte Argentario ed il gioco è fatto: gli eletti potranno fare ciò che gli pare senza vincoli e mandato.
E le pre-consiliari saranno false cerimonie dove coinvolgere gli elettori per farli sentire importanti e poi ,spesso, agire come previsto dall'art. 67 della Costituzione: senza vincoli e mandato,cioè come gli pare.
I comizi, gli incontri con gli elettori, le cene elettorali, i "non ti preoccupare ci penso io", i "telefonami se vuoi" sono opere di ipnosi elettorale che colpiscono i creduloni e i 'ghiozzi'.
I programmi politici, sventolati come la medicina per tutti i mali, sono scopiazzature e plagi di quelli degli anni e dei lustri precedenti: quando in un partito si sente dire 'ora dobbiamo fare la commissione per il programma', beh... la libidine sale alle stelle ma la voglia di andarsene, meno male, arriva prima.
Riti falsi per alibi veri: comunque abbiamo fatto il programma.
Chiedere ai portercolesi che ci hanno amministrato se ne hanno ancora e quanto di quei programmi è stato attuato.
Magari vi diranno che quello del 2007 era uguale a quello del 1997 e sarà senzaltro vero; perchè quello che doveva essere fatto non è stato mai fatto.
Porto Ercole è un paese che oggi si meraviglia se apre un negozio:capitani coraggiosi verso il fallimento.
Porto Ercole è un paese che chiude per ferie il 30 settembre dopo aver aperto a luglio. Gli unici turisti che rimangono sono i portercolesi che continuano a vivere come se niente fosse cambiato; infatti i prezzi sono sempre gli stessi, sempre gli stessi sono quelli che fanno il doppio lavoro magari levandolo ai giovani.
I giovani pascolano nella più grossa struttura di insegnamento per la vita: la sala giochi, movimenti ciondolanti verso il niente e occhi che guardano... ma che guardano e dove guardano?
Porto Ercole è il paese con i disoccupati più ricchi di tutta Italia: tanto c'è sempre un nonno o un babbo che fa due o tre lavori.
Sulle paranze ci lavorano gli extracomunitari, gli altri lavori portuali attengono a monopoli stagionali:perchè 8 paranze fatturano più di tutti gli operatori dell' "economia del mare"?
Nuvola, nessun progetto strutturale è stato fatto negli ultimi 20 anni di politica portercolese e mi dici che gli errori sono tali ex-post; Porto ercole è un paese che non c'è e chi vuole assolvere assolva ma la "micragna" rimane.
Credo di non essere un tipo in cerca di alibi perchè la mia Vita me la sono conquistata giorno per giorno ed arrivato a questa età di meno giovane non ho più la voglia di aggiustamenti o sagge diplomazie per il mio Paese, questo paese ha bisogno di una rivoluzione:idee, progetti, programmi che si toccano e via...trottare verso un futuro che qualcuno ci ha sottratto in questi anni.
E chi non vuole vogare potrà sempre trovare una mano, un piede, una frottola da baciare; per il mio paese vorrei che le mani, i piedi e le frottole rimanessero orfani di baciatori.
Sarebbe nato un nuovo popolo e la speranza che gli imbonitori, i maghi, i saltimbanchi e i fattucchieri non avrebbero più un popolo di creduloni a versare oboli di fiducia.
Dice Guccini " Di solito ho da far cose più serie, costruir su macerie o mantenermi vivo" (L'Avvelenata).
Se siamo pronti, lavoriamo:le macerie sono tante.
P.S.:Nuvola Rossa o Mahpiua-luta grande capo degli Oglala Dakota della nazione sioux.
Ma non partecipò alla battaglia di Little Big Horn; i sioux furono guidata alla vittoria contro le giubbe blu del Generale Custer da Cavallo Pazzo.
Nuvola Rossa era un grande combattente diplomatico, Cavallo Pazzo uno che capitava quando era il momento di agire: sono stato sempre un fan di Cavallo Pazzo.Leggere "Seppellite il mio cuore a Wounded Knee" di Dee Brown Saggi Mondadori.
Ho fatto tardi, 'notte.


Inizio dalla fine,Nuovola Rossa non partecipo' alla battaglia di L.B.H.,fece molto di piu', salvo' dal totale annientamento qualche milione di Indiani d'America,usando (per una volta) una pratica poco cosciuta,quella del "negotium",arma indispensabile quando ai tuoi archi ed ai tuoi coltelli si contrappongono cannoni e fucili.Sul vincolo di mandato,che dire,e' evidente che i Padri Costituenti sentirono forte l'obbligo di definire in maniera chiara e definitiva la liberta' d'agire di deputati e senatori. Magari,magari in questo nostro tempo i nostri rappresentanti facessero tesoro di tale liberta' di pensiero,ma tant'e'! E non e' certo questo il vincolo che lega l'eletto all'elettore,e' fiducia,senso d'appartenenza,lealta',trasparenza.Poi succede (succede spesso) che qualcuno o magari tutti questi elementi vengano traditi,calpestati,ridicolizzati,ma continuo a credere che questo rapporto sia l'unico possibile e che magari neccessiti di parecchi "no" e qualche "si vedra'" -
"...Ogni uomo deve decidere da se' stesso qual e' la via giusta da seguire; le storie che si possono raccontare sul coraggio degli altri ci insegnano molte cose,possono offrirci una speranza,possono farci da modello,ma non possono sostituire il nostro coraggio..per quello ogni uomo deve guardare nella propria anima" - John F. Kennedy.

..Come vedi,per il resto,sono d'accordo con te.
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Morgana
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MessaggioInviato: Mar Apr 06, 2010 6:07 pm    Oggetto: Rispondi citando

il vostro sì è un bel match da seguire...!! Wink
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Argentario Futuro
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MessaggioInviato: Mer Apr 07, 2010 11:13 pm    Oggetto: Rispondi citando

Da 'Skuola.net'
"L'otium e il negotium erano due concetti chiave ma contrapposti della cultura latina.I negotia erano le attività puramente al servizio dello Stato (o equivalente a livello locale). l'otium indicava il riposo dall'attività pubblica."
Mi fa piacere, nuvola, che tu sia d'accordo con me riguardo le condizioni di Porto Ercole: probabilmente i nostri rappresentanti, negli anni, hanno esercitato più otium che negotium. Poi dici " il vincolo che lega l'eletto all'elettore".
Morgana non ho voglia di sostenere match con nessuno, non voglio combattere contro lampioni nè varie tipologie di mulini a vento. Sono qui per provare a condividere progettualità che riguardi il futuro del Nostro Paese, con tutti; questo sarebbe un pugno al passato disegnato da consoli distratti e a tutti quelli che ci parlano di utopia e "meglio di questo non si può fare".
Però siccome a te piacciono le favole, ti racconto due storie vere che hanno lo stesso denominatore: il vincolo vero che lega l'eletto all'elettore, l'iscritto al partito, il tifoso alla sua squadra. Vedi che la consistenza è la stessa; sarà tutto molto amaro.
Correva l'anno, anzi correva la pasqua del '73 e già dal natale del '72 c'erano a Porto Ercole due partiti della famiglia socialista: quello socialdemocratico, fondato dal Cav. F.......i, babbo della mia maestra di terza elementare, ed il partito di Nenni, De Martino e Lombardi. La sezione del primo aveva 15 iscritti (me compreso per questioni logistiche) mentre la seconda 82.
Apparve all'orizzonte un benemerito socialdemocratico, bella persona, che decise che bisognava riequilibrare i numeri e con molta energia e grande assicurazione (ne avevamo bisogno) riuscì nel suo intento.
Spesso, quando racconto ciò, ci si aspetta battaglie politiche fratricide, comizi infuocati e Lenin che ripeteva che l'infantilismo della politica colpiva ancora a sinistra.
Una settimana prima del natale '72, in piazza S.Paolo (quella oggi chiusa ai portercolesi se non in possesso di comodati gratuiti) davanti alla sezione del psdi si posteggiò un autotreno e da lì incominciammo a scaricare il materiale propagandistico per la campagna soci.
Panettoni, torroni, ricciarelli, quintali di cavallucci, spumante incominciarono a cambiare l'atmosfera 'politica' della sezione: il profumo delle spezie eccitò il nuovo mondo di soci che aspettavano (a Porto Ercole le notizie "politiche" volano velocemente) e fuori dalla sezione capirono che una nuova politica era possibile. Finito di scaricare il rimorchio, la motrice ci riservò la sorpresa della cultura:libri, monografie, agende di tutte le dimensioni col forte odore di buon cuoio si mescolarono alle spezie.Sembrava di essere in un galeone che veniva dalle Indie (ascoltate "Asia" di guccini e capirete) il forte odore di cuoio di mescolava alle spezie dei cavallucci e al miele dei torroni.Molti libri, anzi quasi tutti, rimasero in sezione. La cultura non faceva rima con dolciumi ed era già uno sforzo accettare una delle tante bellissime agende e poi comportava l'esercizio della scrittura; comunque molti capirono che si potevano regalare. Per la Befana gli iscritti era già saliti a 70, grosso successo e poi gli altri socialisti cominciavano ad aver paura del sorpasso (?).
Il colpo finale avvenne una settimana prima di Pasqua '73:lo stesso autotreno scaricò in piazza S.Paolo uova, colombe, dolci sconosciuti e l'aroma della 'politica' attirò coloro che non erano stati convinti a Natale.
"Questa si che è politica" dicevano uscendo dal nuovo 'forno' cultural-politico di Piazza S.Paolo coloro che erano stati colpiti dalla buona novella portata dalla dolce colomba di pasqua, marca Sapori. Arrivammo a quota 150: finalmente un partito sentito e i portercolesi addolciti.
Poi tutto finì, il cavaliere con gli anni capì, niente più parcheggiò in piazza S.Paolo e quando il feeling sparì, di partito socialista ne restò uno solo
e non regalava dolci ma dure battaglie politiche: restammo un pò più soli perchè i 'nasi' cercarono altri profumi e altri maghi.
2) Anno 89 grande festa in piazza indipendenza della polisportiva sostenuta da una grossa concessionaria di Roma e dal grande Franchino.
La piazza era piena di ogni bendidio:latticini, prosciutti,salamini, praticamente come se Franchino avesse trasferito la sua bottega "ai stalloni".
Però vedemmo tutto il nostro popolo che, come tante piccole formichine trasportò fuori dalla piazza tutto ciò che era mangiabile: sembrava di assistere all'assalto ai forni di manzoniana memoria.
Alla fine non rimase nulla, a parte qualche yougurt rovesciato, bottiglie di latte parzialmente scremato rotte per terra e i contenitori delle mozzarelle che scolavano il latticello.
La filiale del' unica banca di Porto Ercole era la più ricca della provincia di Grosseto: i portercolesi erano grandi risparmiatori e grandi affamati a mendicare anche una mozzarella.
Era una raccolta fondi per la società sportiva che quella sera fruttò poche decine di migliaia di lire e tanta vergogna.
Non era la sezione di piazza s.paolo, ma lo spirito era lo stesso: si va dove si mangia.
Alla faccia dell'eletto e dell'elettore.
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MessaggioInviato: Gio Apr 08, 2010 12:34 am    Oggetto: Rispondi citando

interessante come sempre, AF.

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MessaggioInviato: Gio Apr 08, 2010 8:38 am    Oggetto: Rispondi citando

Il match che intendevo io era un match di cultura..e letteratura..Tu mi insegni che di cultura ce n'è molto ma molto bisogno! Wink
E' vero, mi piacciono le favole, quelle raccontate bene, quelle dove si sente il profumo della vita. Ma hai ragione, il sapore che resta è amaro davvero.
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MessaggioInviato: Gio Apr 08, 2010 8:15 pm    Oggetto: Rispondi citando

Argentario Futuro ha scritto:
Da 'Skuola.net'
"L'otium e il negotium erano due concetti chiave ma contrapposti della cultura latina.I negotia erano le attività puramente al servizio dello Stato (o equivalente a livello locale). l'otium indicava il riposo dall'attività pubblica."
Mi fa piacere, nuvola, che tu sia d'accordo con me riguardo le condizioni di Porto Ercole: probabilmente i nostri rappresentanti, negli anni, hanno esercitato più otium che negotium. Poi dici " il vincolo che lega l'eletto all'elettore".
Morgana non ho voglia di sostenere match con nessuno, non voglio combattere contro lampioni nè varie tipologie di mulini a vento. Sono qui per provare a condividere progettualità che riguardi il futuro del Nostro Paese, con tutti; questo sarebbe un pugno al passato disegnato da consoli distratti e a tutti quelli che ci parlano di utopia e "meglio di questo non si può fare".
Però siccome a te piacciono le favole, ti racconto due storie vere che hanno lo stesso denominatore: il vincolo vero che lega l'eletto all'elettore, l'iscritto al partito, il tifoso alla sua squadra. Vedi che la consistenza è la stessa; sarà tutto molto amaro.
Correva l'anno, anzi correva la pasqua del '73 e già dal natale del '72 c'erano a Porto Ercole due partiti della famiglia socialista: quello socialdemocratico, fondato dal Cav. F.......i, babbo della mia maestra di terza elementare, ed il partito di Nenni, De Martino e Lombardi. La sezione del primo aveva 15 iscritti (me compreso per questioni logistiche) mentre la seconda 82.
Apparve all'orizzonte un benemerito socialdemocratico, bella persona, che decise che bisognava riequilibrare i numeri e con molta energia e grande assicurazione (ne avevamo bisogno) riuscì nel suo intento.
Spesso, quando racconto ciò, ci si aspetta battaglie politiche fratricide, comizi infuocati e Lenin che ripeteva che l'infantilismo della politica colpiva ancora a sinistra.
Una settimana prima del natale '72, in piazza S.Paolo (quella oggi chiusa ai portercolesi se non in possesso di comodati gratuiti) davanti alla sezione del psdi si posteggiò un autotreno e da lì incominciammo a scaricare il materiale propagandistico per la campagna soci.
Panettoni, torroni, ricciarelli, quintali di cavallucci, spumante incominciarono a cambiare l'atmosfera 'politica' della sezione: il profumo delle spezie eccitò il nuovo mondo di soci che aspettavano (a Porto Ercole le notizie "politiche" volano velocemente) e fuori dalla sezione capirono che una nuova politica era possibile. Finito di scaricare il rimorchio, la motrice ci riservò la sorpresa della cultura:libri, monografie, agende di tutte le dimensioni col forte odore di buon cuoio si mescolarono alle spezie.Sembrava di essere in un galeone che veniva dalle Indie (ascoltate "Asia" di guccini e capirete) il forte odore di cuoio di mescolava alle spezie dei cavallucci e al miele dei torroni.Molti libri, anzi quasi tutti, rimasero in sezione. La cultura non faceva rima con dolciumi ed era già uno sforzo accettare una delle tante bellissime agende e poi comportava l'esercizio della scrittura; comunque molti capirono che si potevano regalare. Per la Befana gli iscritti era già saliti a 70, grosso successo e poi gli altri socialisti cominciavano ad aver paura del sorpasso (?).
Il colpo finale avvenne una settimana prima di Pasqua '73:lo stesso autotreno scaricò in piazza S.Paolo uova, colombe, dolci sconosciuti e l'aroma della 'politica' attirò coloro che non erano stati convinti a Natale.
"Questa si che è politica" dicevano uscendo dal nuovo 'forno' cultural-politico di Piazza S.Paolo coloro che erano stati colpiti dalla buona novella portata dalla dolce colomba di pasqua, marca Sapori. Arrivammo a quota 150: finalmente un partito sentito e i portercolesi addolciti.
Poi tutto finì, il cavaliere con gli anni capì, niente più parcheggiò in piazza S.Paolo e quando il feeling sparì, di partito socialista ne restò uno solo
e non regalava dolci ma dure battaglie politiche: restammo un pò più soli perchè i 'nasi' cercarono altri profumi e altri maghi.
2) Anno 89 grande festa in piazza indipendenza della polisportiva sostenuta da una grossa concessionaria di Roma e dal grande Franchino.
La piazza era piena di ogni bendidio:latticini, prosciutti,salamini, praticamente come se Franchino avesse trasferito la sua bottega "ai stalloni".
Però vedemmo tutto il nostro popolo che, come tante piccole formichine trasportò fuori dalla piazza tutto ciò che era mangiabile: sembrava di assistere all'assalto ai forni di manzoniana memoria.
Alla fine non rimase nulla, a parte qualche yougurt rovesciato, bottiglie di latte parzialmente scremato rotte per terra e i contenitori delle mozzarelle che scolavano il latticello.
La filiale del' unica banca di Porto Ercole era la più ricca della provincia di Grosseto: i portercolesi erano grandi risparmiatori e grandi affamati a mendicare anche una mozzarella.
Era una raccolta fondi per la società sportiva che quella sera fruttò poche decine di migliaia di lire e tanta vergogna.
Non era la sezione di piazza s.paolo, ma lo spirito era lo stesso: si va dove si mangia.
Alla faccia dell'eletto e dell'elettore.


Forse "nun ci capivomo" per usare l'amato slang.
Io non dico che fra chi e' votato e chi va' a votare debba esistere chissa' quale patto di sangue,o chissa' quali accordi segreti,dico che,nei fatti,esiste - o meglio - dovrebbe esistere un rapporto semplicissimo secondo il quale colui che va' a votare si senta in qualche modo RAPPRESENTATO.Se tu mi racconti (peraltro magnificamente!) che per anni,decenni questo non e' avvenuto,io posso essere d'accordo con te,ma il fatto non sposta (a mio avviso) i termini del problema,perdonami,dell'opportunita'. Ma insomma tutta questa gente che in tutti questi anni ci ha rappresentato si e' votata da sola? E' venuta da qualche pianeta lontano? Non credo,credo invece che si sia presentata agli elettori e che sia stata votata.E mentre chi riceve il voto e' una persona perbene fino a prova contraria,chi il voto lo da' e' una persona perbene per definizione, che esercita solo un sacrosanto diritto.Ma tu mi dici "hanno lavorato male",ok ed allora? Posso,debbo pensare che e' la fine? che da qualche parte non ci siano uomini e donne,ragazzi e ragazze che subito,da domani,non meritino fiducia? Eppure,amico mio,un esempio straordinario ce lo abbiamo sotto gli occhi. Mi ripeto,ma li leggi i messaggi di questo forum e sai cosa c'e' dentro! Certo che lo sai. C'e' la passione,c'e' l'impegno,c'e' la POLITICA,nel suo antico e nobile significato.Dalle storie che racconti immagino che probabilmente siamo sufficientemente coetanei,tanto da aver condiviso prime,seconde e terze Repubbliche.Mamma mia. Sono con te. Eppure.. "La liberta' non e' star sopra un albero,non e' neanche il volo di un moscone,la liberta' non e' uno spazio libero,liberta' e' partecipazione" ..eppure Gaber ha cantato lo stesso. Ciao.
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MessaggioInviato: Ven Apr 09, 2010 1:30 am    Oggetto: Rispondi citando

Quando parliamo di 'Politica' ci riferiamo alla nobile arte di governare, l'arte di rendere possibile ciò che serve alla società, l'arte di capire i bisogni della comunità in cui si vive; scolastico e chiaro.
Ripeto la domanda, e questa volta in maniera strumentale. Qualcuno che ha amministrato mi sa dire quali sono le riforme strutturali economiche proposte per Porto Ercole negli ultimi ventanni e , se niente di ciò è stato come è visibile nella decadenza del nostro Paese, come avete convinto gli elettori a votarVi? Nuvola rossa ringraziebbe commosso. Nel post di ieri ho raccontato come funzionava allora la 'contabilità politica' nelle vecchie sezioni ed ho ribadito che qualcosa è cambiato quando gli autotreni si sono fermati. L'ombra della politica era a portata di mano, si discuteva in maniera spietata su tutto per decidere qualcosa. Si facevano anche le due di notte, spesso il Centrale ci aspettava per bere tutti insieme e calmare gli animi:come il terzo tempo nel rugby. Ma i tempi erano quattro e ce ne siamo accorti troppo tardi perchè le decisioni prese la sera venivano cambiate la mattina e quello che veniva rappresentato in consiglio era l'opposto di quanto deciso. Eravamo pochi, anzi di meno, quelli giovani che capivano che qualcosa non funzionava; gli altri nelle riunioni successive, quando c'era da votare quanto deciso nel quarto tempo, alzando la mano dicevano 'non capisco ma mi adeguo', noi pochi diventammo monchi. Imparammo a confrontarci duramente, sui fatti.Eravamo tutti elettori, siamo tutti elettori. Perchè allora li votavamo e oggi li votano? Le ideologie non esistono più e, detto da uno che ancora in maniera soffusa ci pensa, non servirebbero a inquadrare oggi il modo di fare politica in maniera strutturata. I panettoni e altri dolciumi fanno male alla salute e l'agenda è stata sostituita dal telefonino. Perchè questo modo di votare? Forse perchè si fanno le stesse vacanze sulla neve, perchè abbiamo giocato a calcio insieme ed insieme tifiamo per la stessa squadra, per lo stesso armo remiero, per la stessa partecipazione a qualsivoglia associazione culturale o rappresentativa: è possibile.
Non ho soluzioni, ho provocazioni e le sto, le stiamo proponendo su questo forum cercando di coinvolgere chi vi partecipa in un progetto-programma, senza fare il rappresentante della Sapori o l'esperto di tackle. Coinvolgere persone sul futuro di un paese significa fare Politica, significa cercare di rendere possibile una cosa nell'interesse pubblico, SENZA INTERESSI E SENZA PARENTI. Argentario Futuro sono io, sono altri a cui ho chiesto in maniera forte di cercare di coinvolgere tutti per condividere un'idea, alla luce del giorno o, per meglio dire, del forum.
Molti hanno risposto, molti stanno collaborando in maniera importante,vedi Mediocazzurro, implementando in maniera creativa importante l'idea originale nello sforzo di farla diventare progetto condiviso: questa è Politica perchè tutti parliamo di cose che si vedono e che quando le potremo toccare avrammo prodotto molti posti di lavoro e l'economia, per un Paese in coma. Sui fatti non si potrà più barare, sui massimi sistemi e le comunelle, invece, ci chiederemo ancora del perchè li votano e amenità e analisi psicologiche varie.Basta, le chiacchiere ai maghi ed agli illusionisti. Mi piace, ci deve piacere essere "impopolari"; dicevano i vecchi Politici che quando i poteri economici si dichiaravano contrari o parlavano di utopia, si era colpito nel segno. qualche segnale di fumo lo vedo. Nuvola, ho visto un tuo giusto consiglio alla proposta del Sindaco-Delegato e ti dico che la voglia di politica non deve aver paura di confrontarsi con nessuno, se si hanno idee: molto spesso vedo cipccii di sprezzo o di "io con te non ci parlo", "chi ti credi di essere", la mia morale e la mia storia sono migliori della tua e quantaltro. Questo non è voglia di fare politica, il Confronto attiene alla Politica.
Tanti anni fa, quelli post-panettoni, quelli che avevamo capito il quarto tempo partecipammo alla vita del partito socialista seguendo l'ideale lombardiano (minoranza 18 su 150) che ci diceva che esisteva il bianco e il nero. Il grigio, invece, era il colore della materia grigia che ci doveva condurre sulla via del discernimento e della correttezza sempre e che alla base della nostra azione non dovevamo usare IO ma NOI, non QUI ma Ovungue, non Oggi ma DOMANI.
In questo senso vorrei lavorare per il mio paese e vorrei condividere ciò con tutti ed insieme cercare di trasferire Porto Ercole dei nostri figli in un futuro meno anemico e più vitale. Medio presto, molto presto vorrei parlare della struttura finanziaria, della organizzazione del lavoro e della attività culturale e ricreativa (vista la tua idea su 'sgalera 2') che dovrebbe regolare quanto abbiamo iniziato a fare. Quando dico Medio intendo tutti quelli che vogliono fare Politica delle cose, le chiacchiere della politichetta e dei politicanti cerchiamo di lasciarle agli altri.
Buona notte.
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MessaggioInviato: Ven Apr 09, 2010 5:53 am    Oggetto: Rispondi citando

Argentario Futuro ha scritto:
. Perchè questo modo di votare? Forse perchè si fanno le stesse vacanze sulla neve, perchè abbiamo giocato a calcio insieme ed insieme tifiamo per la stessa squadra, per lo stesso armo remiero, per la stessa partecipazione a qualsivoglia associazione culturale o rappresentativa: è possibile.


Purtroppo dietro al voto c'è sempre un interesse personale, e nn l'interesse della comunità. I politici sono venditori di sogni, di utopie...e come i venditori qualche volta fanno i saldi, ma nn sempre con i saldi si vende merce di qualità, molte volte con i saldi si vendono merci scadenti. E nn c'è amicizia dietro il voto, perchè anche se intorno si hanno tanti amici, quando sei davanti a quella scheda aff.....o l'amicizia o pseudo tale.Ciao AF
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