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Dell'assedio di Porto Ercole senese et altra historia
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Nuovo argomento   Rispondi    Indice del forum -> La storia di Porto Ercole
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MessaggioInviato: Gio Dic 02, 2010 8:25 pm    Oggetto: La Storia di Porto Ercole - Appendice IV^ - Biografie Rispondi citando

ENRICO II°

Enrico II° nacque il 31 marzo 1519 a Saint german - en - Laye, figlio secondogenito di Francesco I° re di Francia e di Claudia di Francia. Nel 1533 sposò Caterina de'Medici cugina ma acerrima nemica di Cosimo I° duca di Toscana.
Nel 1536 diventò Delfino di Francia per la morte del fratello maggiore Francesco.
Diventato re nel 1547, per tutta la durata del suo regno dovette destreggiarsi tra la componente cattolica guidata dal duca di Guisa e quella
calvinista guidata dall' abile connestabile Anne de Montmorency.
Nella guerra contro Carlo V° si avvalse dell'appoggio turco e dei principi protestanti tedeschi; la pace di Augusta nel 1555 gli tolse l'appoggio di questi ultimi.
Nella guerra di Siena si comportò da re non lungimirante: forse ritenendo, a torto, di minore importanza quel teatro operativo non inviandovi uomini e mezzi a sufficienza.
Alla guerra contro gli Spagnoli pose termine una grande battaglia campale combattuta il 10 agosto 1557 a San Quintino. L'esercito imperiale, guidato dal duca di Savoia Emanuele Filiberto, sconfisse l'esercito francese guidato dal connestabile de Montmorency.
Questa sconfitta portò al trattato di Cateau - Cambresis del 2\3 aprile 1559.
Questo trattato eliminò quasi del tutto l'influenza francese in Italia a favore di quella spagnola.
Enrico II° morì a Parigi il 10 luglio 1559 in seguito alla ferita alla testa riportata durante un torneo cavalleresco: accidentalmente uno spezzone di legno della lancia di Gabriele I° di Lorges, conte di Montgomery, capitano delle guardie, entrato attraverso la visiera gli si infilò in un occhio.
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MessaggioInviato: Ven Dic 03, 2010 5:55 pm    Oggetto: La Storia di Porto Ercole - Appendice IV^ - Biografie Rispondi citando

GIANGIACOMO MEDICI
1495 - 1555
Marchese di Musso e di Marignano

Conte di lecco, Signore di Monguzzo, Chiavenna e Moncrivello, cavaliere del Toson d'Oro. Uno dei migliori generali dell'imperatore Carlo V°.
Di statura media, largo di petto e bene proporzionato. Colorito pallido, sguardo dolce e penetrante, occhi azzurri, barba e capelli neri. Avido di denaro, interviene in tutte le imprese per partecipare alla divisione del bottino. Di bassi principi. Non inappuntabile dal punto di vista morale.
Dopo una giovinezza piena di ribalderie e di brigantaggio diventa un capitano di ventura. Milita agli ordini di Prospero Colonna; dopo la battaglia della Bicocca, contrasta i partigiani del Trivulzio sempre su lago di Como. Diventa guardia del corpo del duca di Milano Francesco Sforza ed è il suo braccio destro segnalandosi in tutte le azioni più richiose.
Venuto a conoscenza che lo Sforza lo vuole eliminare, in quanto diventato personaggio scomodo, gli si ribella ed effettua razzie e rapimenti sul lago di Como. Ritorna nelle grazie dello Sforza per combattere il re di Francia che attacca in Lombardia.
Nel 1525 si dà alla guerra di corsa sul lago di Como e nel 1527 entra al servizio di Venezia. Nell'aprile del 1528 si accorda con gli Imperiali e passa al loro servizio; ottiene da Antonio di Leyva i feudi di Musso, Monguzzo, Lecco, la Valsola, la Valsassina, la Valdamera e Tre Pievi.
Pagando 30.000 ducati ottiene il titolo di marchese di Musso.
Nel 1530 Carlo V° è incoronato imperatore e Francesco Sforza è riconosciuto duca di Milano; il Medici è spogliato di tutti i suoi beni ma continua a combattere contro tutto e contro tutti.
Nel 1532-1534 è agli ordini del duca Carlo III° di savoia per il quale combatte nella guerra contro la Francia, il marchesato di saluzzo ed i Cantoni Svizzeri protestanti.
Nel 1538 Carlo V° lo chiama per qualche tempo alla sua corte; poi gli affida una serie di incarichi militari: nel 1540 è a Gand nelle Fiandre dove sorveglia i lavori della cittadella e reprime una rivolta degli abitanti.
Nel 1542 combatte i Turchi sul Danubio con 3.000 fanti italiani e 500 cavalleggeri al fine di soccorrere l'Arciduca Ferdinando d'Austria.
Viene a Strigonia (Esztergom) nei cui pressi batte l'avversario. Getta un ponte sul Danubio, si impadronisce dell'isola Margherita ed incomincia a bombardare Pest con 40 pezzi di artiglieria. Insieme con Alessandro Vitelli attacca la città ma è ferito gravemente da un sasso che lo fa cadere da cavallo.
Gli Imperiali decidono di abbandonare l'assedio ed il Medici si pone alla retroguardia: respinge un attacco nemico, salva l'artiglieria, ma non può impedire che 700 feriti tedeschi, catturati dai Turchi, siano tutti tagliati a pezzi davanti ai commilitoni impotenti.
Nel 1543 lo troviamo a Colonia dove comanda l'artiglieria contro i francesi del duca Guglielmo di Cleves. Nel 1544 è chiamato in Piemonte dal marchese del Vasto; dopo la sconfitta imperiale a Ceresole d'Alba ritorna in Fiandra. Qui lo troviamo all'assedio di Saint Desir ove la fortuna lo assiste benigna: impegnato nelle trincee a coòòoquio con Ferrante Gozaga, si alza all'arrivo del Principe d'Orange e gli cede il posto: il principe viene ucciso da un colpo di moschetto, mentre il Medici sta illustrando il corso delle operazioni. Partecipa alla conquista di Saint Desir e a una sanguinosa battaglia sul fiume Marna.
Nel 1546, durante la guerra contro i Protestanti, guada il fiume Elba con i fanti spagnoli e riduce in breve alle strette i nemici. Assale in Neuburg an der Donau 3.000 svizzeri che ne sono alla guardia; si distingue a Ratisbona dove mette in salvo Carlo V° con una notevole perizia strategica che gli frutterà, più tardi, il titolo di Vicere di Boemia. Nel luglio del 1551 ha il primo scontro con Piero Strozzi: cerca invano di fermarlo sul ponte dell'Enza per impedirgli di arrivare a Parma.
Nel 1553 ha l'incarico di impadronirsi di Siena alla cui difesa trova lo Strozzi; nell'agosto dell'anno dopo lo sbaraglia a Scannagallo, località che si trova tra Lucignano e Marciano. Conquistata Siena si dirige a Porto Ercole che prende nel giugno del 1555.
Nell'ottobre dello stesso anno, richiamato a Milano, muore all'improvviso nel suo palazzo, probabilmente avvelenato con del veleno mischiato ad uno sciroppo, prescrittogli dal medico, contro il catarro che lo affliggeva.
Il Marignano era soprannominato " Il Medeghino o piccolo Medici " per distinguerlo dal grande Medici , ovvero Giovanni de' Medici detto - dalle Bande Nere, con il quale aveva militato e combattuto insieme.
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MessaggioInviato: Lun Dic 06, 2010 7:20 pm    Oggetto: La Storia di Porto Ercole - Appendice IV^ - Biografie Rispondi citando

CHIAPPINO VITELLI
Marchese di Cetona
( 1519 - 1575 )

valoroso cavaliere e soldato forte ed animoso, di grande esperienza nelle armi, ma di carattere feroce, poco onesto e privo di pietà cristiana. Molto stimato ai suoi tempi. Era di una smisurata grassezza specialmente nella pancia che andava sorretta da una speciale imbracatura la quale gli permetteva di muoversi; nonostante questo impedimento era molto agile.
Nel 1540 entra al servizio di Cosimo de' Medici: combatte insieme con lo zio Alessandro e poi sul mare a fianco di Andrea Doria.
Nel 1543 è nominato governatore di Piombino; l'anno seguente è inviato a Casoli con 500 fanti e 150 cavalieri leggeri per contrastare i turchi di Ariadeno Barbarossa sbarcati sul litorale senese. Affronta con vigore i nemici; non può, tuttavia, impedire che in loro potere cadano Talamone e Porto Ercole. Con il soccorso di Stefano Colonna e degli spagnoli di Giovanni Luna, provenienti da Siena, entra alla guardia di Orbetello minacciata dai Turchi e dalla flotta francese di Leone Strozzi ed impedisce lo sbarco di truppe sulla spiaggia della Feniglia.
Tra il 1550 ed il 1552 si scontra più volte con le truppe del Barbarossa e del corsaro Dragut che viene sconfitto in una battaglia navale.
Negli anni 1552 - 1553 lo troviamo in Corsica per contrastarvi i Francesi. Assedia il castello di Furiano: la resistenza di Taddeo da Petricano e di Vitello della Rebbia lo obbliga a ritirarsi dopo solo otto ore di combattimento. Con Carlotto Orsini si batte contro le truppe del maresciallo di Termes e di Sanpiero Corso; da ultimo assedia in San Fiorenzo Giordano Orsini. Caduto San Fiorenzo rientra in Toscana per combattere i Francesi alla guerra di Siena.
Si distingue in tutti i fatti d'arme che caratterizzano quella guerra: la caduta della città, l'assedio di Porto Ercole e la conquista di altri castelli e terre ancora in mano a Siena.
Dall'agosto 1564 al settembre del 1565 combatte con l' Impero contro gli Ottomani. Al comando di 4.000 fanti. partecipa alla spedizione contro il pennone (piccolo promontorio) di Velez de la Gomena, fortezza posta tra Ceuta e Arcadia. E' agli ordini di Garçia di Toledo. Sbarcato punta su Velez
con Francesco d'Ibara ed entra nella località con 100 archibugieri; fa piantare sei pezzi di artiglieria per battere la fortezza che si trova nell'isola
ed alla cui difesa sono impiegati 130 uomini tra Mori e Turchi. Due giorni dopo avviene la resa; a metà settembre 1564 gli Imperiali partono lasciandosi alle spalle un piccolo presidio. Il Vitelli disegna nuove fortificazioni, più robuste rispetto a quelle fattevi costruire, agli inizi del secolo, da Pietro Navarro ....(continua)
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MessaggioInviato: Sab Dic 18, 2010 1:01 pm    Oggetto: La Storia di Porto Ercole - Appendice IV^ - Biografie Rispondi citando

CHIAPPINO VITELLI
(seconda parte)

Nell'agosto del 1565 si imbarca a Livorno con 3.200 fanti sulle galee di Giovanni Andrea Doria; a Messina si unisce con il resto delle forze comandate ancora da don Garçia di Toledo. Passa alla difesa di Malta assediata dai Turchi; appena sbarcato ha un diverbio con il capitano generale spagnolo il quale gli riconosce solo la qualifica ed il comando di colonnello. Si scontra con gli avversari e questi sono forzati a retrocedere con la perdita di 1.000 uomini; molti sono anche i caduti tra gli Imperiali.
Con 700\800 archibugieri conduce l'attacco alla torre Falca prima che essa cada in potere dei Turchi.
L' ammiraglio ottomano Ucciallì tende, infatti, alla stessa meta con 2.000 uomini della squadra di Mustafà Pascià: i nemici sono messi in fuga.
Fra il 1569 ed il 1575 combatte, prevalentemente, nelle Fiandre dove si distingue in numerose azioni. Durante l'assedio di Mons è ferito da un colpo di archibugio alla gamba sinistra. Questo non gli impedisce di continuare a seguire le operazioni e, da una sedia - palanchino, ordina l'attacco alle schiere nemiche che tentano di soccorrere la città di Genlis.
I Protestanti ( 7.000 fanti e 1.000 cavalieri ) subiscono pesanti perdite nell'ordine di 1.200 morti e 600 prigionieri.
Ad Anversa fa costruire una fortezza. Gli è affidato il comando della spedizione in Olanda contro " i pezzenti del mare " (nome assunto dalla Confederazione di nobili calvinisti ed altri scontenti che nel 1566 si sollevarono contro il governo spagnolo dei Paesi Bassi. Il gruppo che combatteva per mare veniva chiamato WATERGEUZEN e cioè - i pezzenti del mare); di vittoria in vittoria si spinge fino alle isole della Zelanda.
Difende Balduch dal principe d'Orange, si dirige verso l'isola di Bommene e si impadronisce di Leerdam, Asperen e Huechelen. Più tardi assale di nuovo il forte di Bommene dove fa a pezzi il presidio comandato dal francese Ly. Coadiuva Cristoforo Mondragone all'assedio di Zerickzée; per dare vigore alle operazioni si sposta nell'isola di Sconven.
Nel luglio del 1575, ammalatosi, si imbarca su di un vascello per andare a curarsi ad Anversa. Muore durante il viaggio. Secondo alcuni cronisti del tempo fu vittima, invece, di qualche capitano spagnolo che, geloso della sua fama, lo fece cadere dalla sua sedia - palanchino in una profonda trincea in un momento in cui stava controllando alcune fortificazioni.
Il Vitelli è sepolto a Città di Castello nella chiesa di San Francesco; il suo cuore è rimasto ad Anversa.
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MessaggioInviato: Sab Dic 18, 2010 1:27 pm    Oggetto: La Storia di Porto Ercole - Appendice IV^ - Biografie Rispondi citando

GABRIELE SERBELLONI
Milanese

( 1508 - gennaio 1580 )

Cugino di Gian Giacomo Medici marchese di Marignano. E' stato uno dei più valorosi capitani del secolo XVI°. Capitano esperto, prudente, intelligente; per natura bellicoso. Apprezzato ingegnere militare.
1531 - 1532: con il cugino Gian Giacomo combatte contro gli Imperiali e gli Sforzeschi e lo segue al soldo del duca di Savoia.
Nel 1536 entra nell'ordine dei Cavalieri di Malta ed è nominato Priore di Ungheria.
Fra il 1542 ed il 1546 combatte le truppe del sultano Solimano e si segnala alla difesa di Strigonia ( Esztergom ). Affianca il Medici in Germania contro le truppe del duca di Sassonia.
Nel 1551è inviato da Ferrante Gonzaga ad Asti per contrastarvi i Francesi. Con la conquista di Saluzzo ne è nominato governatore.
Entra al servizio di Cosimo de' Medici e combatte nella Guerra di Siena.
Nel luglio del 1555, alla testa di 700 fanti tedeschi difende Populonia, insieme con Leonello da Carpi, dagli attacchi sferrati da 2.000 Turchi; i nemici sono respinti con la perdita di 200 uomini, interviene Chiappino Vitelli con la cavalleria e gli Ottomani sono definitivamente sconfitti.
Dopo essere passato agli ordini di papa Pio IV medici, suo cugino, alla sua morte entra al servizio di Filippo II° di Spagna.
Nel luglio del 1567 parte dalla Lombardia ed attraverso la Savoia ed il Lussemburgo raggiunge Namur dove combatte agli ordini del duca d'Alba.
Si trova ad Anversa con il Vitelli e felice Paciotti per esaminare il sito in cui deve essere costruita la cittadella. Diviene governatore di Anversa fin quando non viene sostituito da Sancio di Avila.
Nel 1571 prende parte alla battaglia navale di Lepanto, dove ha il comando
di una galea.
Nel 1574 sbarca a Tunisi e rafforza le difese della Goletta; per elevare i parapetti che sono troppo bassi, fa scavare all'interno una trincea. E' poi costretto ad abbandonare Tunisi. Nel settembre dello stesso anno soccorre in Goletta il Portocarrero ed attraverso uno stagno entra nel forte con quattro compagnie di soldati. Provvede a dotare la località di nuovi ripari; i nemici lo bombardano da due punti diversi con 16 cannoni. Il Serbelloni conduce diverse sortite per alleggerire il peso dell'assedio: vengono tutte respinte con notevoli perdite da parte degli Spagnoli. A metà settembre, dopo 14 sanguinosi assalti, vinto dalle forze nettamente superiori di Sinan Pascià, è costretto ad arrendersi con i 500 soldati spagnoli superstiti. Trascinato per la barba è costretto a mettersi in ginocchio e a chiedere misericordia al Pascià; fra i prigionieri è decapitato Paganino Doria, perché già ferito a morte e sono uccisi tutti colori che non sono ritenuti adatti al remo; insieme con il Portocarrero è forzato a lavorare alla demolizione delle fortificazioni costruite dagli Spagnoli.
Prigioniero a Costantinopoli, viene rilasciato nel luglio del 1575 con altri 38 prigionieri, quando papa Gregorio XIII° libera 36 capitani ottomani.
Nel 1578 combatte i Fiamminghi agli ordini di don Giovanni d'Austria. E' presente alla espugnazione di Maastricht.
Muore in Spagna nel gennaio del 1580. Secondo alcuni cronisti del tempo, il Serbelloni sarebbe morto nel suo palazzo di Milano.
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MessaggioInviato: Dom Dic 19, 2010 2:21 am    Oggetto: dell assedio di porto ercole Rispondi citando

......continua...quante cose che non sò!
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MessaggioInviato: Lun Dic 20, 2010 7:11 pm    Oggetto: La Storia di Porto Ercole - Appendice IV^ - Biografie Rispondi citando

GIOVANNI FRANCESCO DA BAGNO
Marchese di Montebello, Signore di Gatteo
( nato il ..... - morto nel marzo 1569 )

Giovanni Francesco Guidi di Cesena. Esperto delle arti cavalleresche. Di alta statura e robusto; occhi vivaci e lucenti, con viso che tendeva al rosso.
Nel 1530 comanda una condotta di fanti del papa Clemente VII°
Due anni dopo in Ungheria combatte i Turchi agli ordini di Alfonso d'Avalos
marchese del Vasto. Di poi si pone al servizio di papa Paolo III°.
Nel 1534, nella guerra contro Urbino ed il suo duca Francesco Maria della Rovere, segue Giovambattista Savelli all'assedio di Camerino.
Combatte, poi, contro gli Ottomani e si distingue ad Algeri difendendo con Camillo Colonna un ponte permettendo così agli Imperiali di ritirarsi in buon ordine.
Nel 1540 affianca Pierluigi Farnese nella guerra "del sale" contro Perugia
( insurrezione di Perugia nel 1540 contro lo Stato Pontificio che aveva rincarato la gabella sul sale ).
Nella guerra contro i Protestanti milita agli ordini di Ottavio Farnese ed affronta le truppe del duca Giovanni federico di Sassonia e del Landgravio d'Assia (1546). Alla morte di PierLuigi Farnese viene inviato alla difesa di Parma fino a quando la città non perviene nelle mani di Ottavio Farnese.
Per questa impresa (1548 - 1549), il papa Giulio III° lo ricompensa con la nomina a marchese di Montebello e lo prepone alla guardia della Romagna con un grosso contingente di fanti e cavalli.
Dal 1553 al 1555 prende parte alla Guerra di Siena al servizio degli Imperiali. Partecipa alla presa di Porto Ercole.
Nella guerra contro la Francia ed il Papato (1557) milita agli ordini del duca d'Alba e combatte Francesi e Pontifici sul fiume Tronto.
Dal 1559 al 1564 forma una compagnia di ventura e combatte al servizio di chi meglio lo paga. E' accusato di fomentare le lotte di fazione in Romagna. Per questo è citato e condotto a Roma.
Nel febbraio del 1565 è processato, rinchiuso in Castel sant'Angelo e torturato. Il papa Pio IV° lo vuole colpevole per potergli confiscare i suoi beni a favore del nipote Annibale di Altemps. Alla morte del Papa , il Conclave lo libera sulla parola con la promessa di rientrare in prigione qualora gli venga richiesto. Pio V° gli permette di fuggire da Roma.
L'anno dopo continua la guerra contro la Chiesa; occupa Bagno di Romagna, Montebello e Giaggiolo; gli vengono incontro i Pontifici comandati da Giacomo Malatesta da Sogliano, che lo mettono in fuga.
Ritorna al servizio della Spagna e combatte nei Paesi Bassi agli ordini del duca d'Alba.
All'inizio del 1569 è inviato in Spagna dal Granduca di Toscana per portare le condoglianze al re Filippo II° al quale era morta la moglie.
Nel marzo dello stesso anno Giovanni Francesco da Bagno muore a Madrid. Il re gli fa celebrare funerali solenni.
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MessaggioInviato: Lun Dic 20, 2010 7:39 pm    Oggetto: La Storia di Porto Ercole - Appendice IV^ - Biografie Rispondi citando

ANDREA DORIA
Ammiraglio e Doge di Genova
Oneglia 30 novembre 1466 - Genova 25 novembre 1560)

Ammiraglio italiano. Grande figura di condottiero, ha notevole rilievo nei fatti militari e politici del suo tempo.
Dapprima al servizio di papa Innocenzo VIII°, poi dei duchi di Urbino e dei re Aragonesi di Napoli.
Divenuto comandante marittimo della Repubblica di Genova (1512), batte il Mediterraneo a caccia di pirati turchi e barbareschi guidando una squadra genovese.
Nominato ammiraglio, sconfigge una flotta imperiale e batte i Turchi a Pianosa (1519).
1522, nominato generale delle galee francesi, tenta invano di salvare Genova assediata dagli Imperiali.
1524, quando la Provenza viene invasa dal Connestabile Carlo di Borbone, Andrea Doria resoinge la flotta del Moncada al largo di Marsiglia.
1526, durante la guerra dei Pontificio\Fiorentini contro Siena, occupa i porti di Talamone e Porto Ercole e Orbetello.
1528, venuto a contrasto con il re di Francia, l'ammiraglio abbandona l'assedio di Napoli (che i Francesi non riusciranno a conquistare) e passa la servizio di Carlo V° con la promessa della libertà per Genova.
Una volta cacciati i Francesi dalla città, egli la governa saggiamente e le da un ordinamento oligarchico ed aristocratico, pacificando le opposte fazioni. Per i suoi meriti è nominato censore a vita con il titolo di "Padre della Patria".
1541, suo malgrado il Doria partecipa alla sfortunata spedizione di Carlo V° contro Algeri; è merito suo se il Sovrano e le truppe possono salvarsi e rimpatriare.
1547, rimane coinvolto nella congiura dei Fieschi, i quali vogliono impadronirsi del potere a Genova, ma non riescono a sollevare la popolazione contro il Doria.
Investito da Carlo V° del titolo di Principe di Melfi e Gran Cancelliere del Reame di Napoli, anche se vecchio, ma non meno vigoroso, riprende il mare contro i Turchi che razziavano le coste del Reame. Riconquista la Corsica nuovamente ribellatasi a Genova.
1555, partecipa con le sue navi alle operazioni per la presa di Porto Ercole.
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MessaggioInviato: Mar Dic 21, 2010 6:06 am    Oggetto: l assedio Rispondi citando

....e vaiiii......io leggo!!!!!!!!!!!!!
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MessaggioInviato: Mar Dic 21, 2010 1:07 pm    Oggetto: La Storia di Porto Ercole - Appendice IV^ - Biografie Rispondi citando

LEONE STROZZI
Cavaliere dell'Ordine Gerosolimitano, Priore di Capua, Ammiraglio della flotta francese

(1515 - 1554)

Fiorentino, figlio di Filippo e di Clarice de'Medici, fratello di Piero Strozzi. Nato nel 1515 e morto a Castiglione della Pescaia nel luglio del 1554.
Corsaro, Cavaliere dell'ordine Gerosolimitano, Priore di Capua, nipote di papa Clemente VII° e cugino di Bernardo Salviati.
Maggio 1535: a Malta presta giuramento come Cavaliere dell'Ordine.
Luglio 1537: naviga sulla capitana "Santa Petronilla" ed è seguito dalle galee - Santa Croce, Gallo e Santa Caterina -. Lascia Siracusa e con le quattro galee della squadra di Malta si unisce, nelle acque di Corfù, alla flotta imperiale-pontificio-veneziana. Ha il comando dell'ala destra dello schieramento con dodici galee. Agli ordini di Andrea Doria, si scontra all'isola di Paxo con 12 galee turche comandate da Alì Cebelì: con la sua capitana colpisce una galea nemica con alcuni colpi di artiglieria ben assestati, questa affonda. Subito dopo ne conquista una seconda. I Giannizzeri e gli Spahis che si trovano a bordo muoiono tutti nel combattimento. Del bottino conquistato, ai Cavalieri di Malta viene riconosciuta la proprietà di una galea , numerosi schiavi e molti cannoni.
Settembre 1537: si licenza dal Doria per non essere coinvolto nelle dispute sorte tra Impero e Francia; tocca Lipari e le altre isole Eolie.
Cattura un brigantino: viene a conoscenza che 3 vascelli turchi (due galeotte ed una fusta)sono entrate nel Golfo di Sant'Eufemia e che stanno per tornare a Lipari. Con le sue 4 galee ancorate a Stromboli, aspetta i corsari: Meidin Rais, Mahamut Rais e Tacchia Rais. Le navi sono avvistate, da loro la caccia per molte miglia ed infine se ne impadronisce al largo delle coste calabresi.
Ottobre 1537: rientra a Malta con le 3 navi conquistate, portandole a rimorchio, e con 83 schiavi fra Turchi e Mori. Alla notizia che il padre Filippo è stato caturato a Montemurlo dalle truppe del duca di Firenze Cosimo de' Medici, salpa dall'isola, si reca a Napoli con un brigantino da dove dirige per Firenze. Non riesce a salvare la vita al padre che viene ucciso e la sua morte fatta passare per suicidio.
Agosto 1543: ottiene il comando delle galee francesi nel Mediterraneo; l'imperatore Carlo V° gli fa togliere il Priorato di Capua. Si collega con i turchi del Barbarossa nel porto di Villefranche e prende parte all'assedio di Nizza. fa arrestare Gentile Virginio Orsini, sospettato di tradimento. Sverna con la flotta turca nel porto di Tolone...... continua
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MessaggioInviato: Mer Dic 22, 2010 7:15 pm    Oggetto: La Storia di Porto Ercole - Appendice IV^ - Biografie Rispondi citando

LEONE STROZZI

Giugno 1544: accompagna il Barbarossa nel mare Tirreno quando costui decide di rientrare a Costantinopoli. Dissuade i Turchi da assalire Civitavecchia e si fferma nel mare tra Gaeta e Pozzuoli.
Invia un suo messo al Gran Maestro per avvisarlo di un probabile attacco ottomano a Malta. Da ultimo raggiunge Costantinopoli; spedisce a Malta come prigioniero un fratello dell'Aydin, affinché serva come pedina di scambio per ottenere la liberazione di qualche Cavaliere dell'Ordine fatto prigioniero.
Luglio 1545: oltrepassa con le sue galee lo stretto di Gibilterra; si batte con gli inglesi al largo della Piccardia e difende Boulogne - sur - Mer dal loro assedio. Le galee francesi attaccano in Portsmouth il vascello " Mary Rose ", che affonda con il suo capitano George Carew.
Le navi inglesi puntano allora contro lo Strozzi che porta le sue galee al largo di Shoreham quandi si dirige verso Dover agli ordini di Claude d'Annebaut. Il barone Polin de La Garde si pone all'avanguardia della flotta francese per contrastare la squadra del viceammiraglio Thomas Clère. Polin è attaccato dagli avversari e colpito dalle loro bordate; lo Strozzi interviene bombardando, a sua volta, la retroguardia nemica e la battaglia volge a favore della flotta francese.... continua
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MessaggioInviato: Sab Dic 25, 2010 7:39 pm    Oggetto: La Storia di Porto Ercole - Appendice IV^ - Biografie Rispondi citando

LEONE STROZZI

Gennaio 1547 - luglio 1548: al comando di tutte le galee francesi, combatte in Scozia a favore dei Cattolici locali; entra nel canale di Caledonia, sconfigge l'ammiraglio Clinton ed ottiene la resa del castello di Saint Andres dopo du settimane di continuo cannoneggiamento.
Luglio - agosto 1549: combatte ancora contro gli Inglesi solcando la Manica con 12 galee che trasportano 2.000 uomini e assedia le isole di Jersey e di Guernesey. Sbarca nell' isola di Serck e ne rafforza le difese erigendo dei bastioni. Quattro giorni dopo gli muove contro William Winter alla testa di una piccola squadra con 800 soldati a bordo. Lo Strozzi si scontra con gli avversari sotto il castello del porto di Guernesey. L'esito del combattimento è incerto: secondo fonti inglesi le sue galee sono bruciate e lo Strozzi deve lamentare la morte di 1.000 uomini nello scontro navale. Secondo fonti francesi, la vittoria è sua, tanto è vero che Leone sbarca prima a Guernesey poi a Jersey dove incendia il palazzo del Tribunale.
Agosto 1551: unisce le sue galee a quelle di Dragut e si mette a fare la guerra di corsa nel Tirreno. Al largo di Tolone si pone in agguato nei confronti del Doria il quale rifiuta il combattimento e si ritira su Villefranche. Si spinge verso Barcellona inalberando la bandiera spagnola.
Così facendo cattura una galea ed alcune fregate (fregate in ogni senso !!!) che gli erano venute incontro credendolo loro connazionale. Poi si avvicina al molo della città spagnola sparandole contro alcune bordate, in questo modo si impadronisce di sette navi ancorate nei pressi.
Primavera 1553: Carlo V° gli restituisce il Priorato di Capua e lo Strozzi combatte per l'Impero.
Aprile 1554: ai primi del mese si trova a Malta; rinuncia alla sua carica di Priore ed a metà del mese parte con le sue tre galee. Il suo posto di comando a Malta è assunto da Jean de La Vallette. E' di nuovo al servizio del re di Francia Enrico II°. Lo Strozzi giunge in Toscana mentre Siena è in guerra con gli Ispano\Fiorentini. Arriva a Porto Ercole: rafforza le difese della località e vi fa costruire in nuovo forte di Sant'Elmo.
Luglio 1554: viola il blocco navale imperiale davanti alla costa grossetana con le sue tre galee. Si trova a Viareggio in attesa della flotta francese di
Polin de La Garde che deve portare in soccorso del fratello Piero le truppe di Blaisé de Monluc. Si scontra con i nemici nei pressi di Scarlino e viene mortalmente ferito da un colpo d'archibugio al ventre. Muore a bordo della sua galea a Castiglione della Pescaia. Viene sepolto nella chiesa di Porto Ercole, ma dopo la conquista di questa località, le sue spoglie mortali verranno disperse.
CREDO CHE LEONE STROZZI SIA L' UNICO AMMIRAGLIO ITALIANO CHE HA SCONFITTO GLI INGLESI SUL LORO MARE!!!!!!
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MessaggioInviato: Dom Dic 26, 2010 5:37 pm    Oggetto: Re: La Storia di Porto Ercole - Capitolo Dodicesimo Rispondi citando

old.nick46 ha scritto:

Il forte detto - Sant'Elmo - era situato sull'altura che sovrasta, a mano sinistra, la spiaggia delle Viste.

Di SANT'ELMO e di GUASPARINO non sono in grado di fornire notizie.


OldNick stavo riguardando il tuo lavoro e leggendo mi sono ricordato di questo post di qualche tempo fa:

http://www.portoercole.org/bbforum/viewtopic.php?t=1000

che ne pensi ?
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MessaggioInviato: Lun Dic 27, 2010 8:06 pm    Oggetto: Forte di Sant'Ermo Rispondi citando

Caro Medio, la pianta riportata nel post si riferisce, indubbiamente, ad un progetto iniziale che è poi diventato l'attuale forte Filippo. Vedi la - Cartografia Storica dei Presidios in Maremma - di Rombai e Ciampi (tav. 97, pag. 240). La pianta è riportata anche nell' - Isolario 1696 - del Coronelli unita a San Fiorenzo in Corsica.
Per quanto riguarda il Sant'Ermo del 1555 esso fu costruito da Leone Strozzi come puoi leggere nella sua biografia.
Al tempo dell'assedio si potevano considerare abbastanza fortificati solo: il forte della Galera, la Rocca ed il forte Strozzo o Stronco come si può vedere anche nell'assedio dello Stradano.
Ti saluto e ti auguro una buona fine ed un buon principio, old.nick46
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MessaggioInviato: Mer Dic 29, 2010 12:58 am    Oggetto: Rispondi citando

Leggendo l'ultimo libro di Dalla Monaca, consultabile qui

http://www.edizionecostadargento.it/06_Presa/EdizioneCdA_Cat_PRESA.html

capitolo 5

http://www.edizionecostadargento.it/06_Presa/238-257_Cap5.1.pdf

http://www.edizionecostadargento.it/06_Presa/258-273_Cap5.2.pdf

ho visto che secondo lui Sant'Elmo fosse un forte localizzabile, se ho ben capito, nella zona dell'asilo ricasoli, la cosa mi sembra strana perche se cosí fosse qualcosa si un forte tanto grande sarebbe rimasto.

Io osservando questa pianta



e questa immagine



mi sto persuadendo, che in realtá quello che é successo é questo



che ne pensate?
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MessaggioInviato: Mer Dic 29, 2010 8:01 pm    Oggetto: La Storia di Porto Ercole Rispondi citando

Caro Medio,il forte di Sant' Ermo nello spot inviatomi, è indubbiamente l'attuale forte Filippo e la tua ipotesi, mostrata nelle illustrazioni, è quella che risponde alla realtà. Non bisogna però confondere i due forti. Il Sant'Ermo del 1555 era posizionato, grosso modo, nella zona della pineta Corsini e poteva sovrastare l'attuale Asilo Ricasoli. Questa mia affermazione è confortata sia dal dipinto del Vasari, sia dalla incisione dello Stradano che dallo studio fatto da Simon & Pepper nel libro - ARMI DA FUOCO E FORTIFICAZIONI. Architettura militare e guerre d'assedio nells Siena del XVI secolo. Carissimi Saluti Old.Nick46
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MessaggioInviato: Ven Dic 31, 2010 8:37 pm    Oggetto: La Storia di Porto Ercole - Appendice IV^ - Biografie Rispondi citando

ALESSANDRO DA TERNI
Alessandro Tomassoni, morto nel giugno del 1555.
Soldato esperto e fedelissimo. Capitano di grande rinomanza

Milita inizialmente nelle Bande Nere di Giovanni de'Medici.
Nel 1532 combatte contro l'Impero Ottomano come luogotenente di Marzio
Colonna e lo affianca in Austria alla difesa di Vienna contro i Turchi. Quando i fanti italiani in Austria si ammutinano per il ritardo del soldo, si mette al loro comando e li riconduce in Italia.
Nell'agosto del 1538 partecipa all'assalto contro il castello di Prevesa.
Sbarca con 800 uomini e si impadronisce del borgo, che si prolunga dalla città al mare; comincia a bombardarne le mura, seguono vari assalti che
sono tutti respinti dai Turchi con forti perdite per gli Imperiali e i Pontifici.
Gli attaccanti sono costretti a reimbarcarsi per Corfù.
Aprile 1541: combatte Ascanio Colonna nella cosiddetta Guerra del Sale.
E' presente alla conquista di Rocca di Papa.
Giugno 1549: passa al servizio del duca di Ferrara con l'incarico di ingegnere, gli sono riconosciute una provvigione mensile di 20 scudi e le spese per il mantenimento di sei persone. Presiede a Modena ai lavori di riattamento delle mura cittadine a porta Baggiovaro ed al baluardo di San Pietro.
Marzo 1550: ingegnere a Modena deve mettere le mani sulla piattaforma di San Francesco che sta per crollare.
Maggio 1551: è trasferito a Reggio Emilia per sovrintendere ai lavori difensivi della città; ha il titolo di commissario ducale.
Gennaio 1552 - Giugno 1555: nella guerra tra Francia, Siena, Impero e Firenze si schiera con i franco\senesi agli ordini di Piero Strozzi.
Marzo 1554 - settembre 1554: parte da Grosseto, dove si trova con meno di 200 fanti, e passa alla difesa di Siena. Durante l'assedio Pietro Strozzi aveva dato l'ordine alle guardie di Porta Camollia di non far uscire alcun soldato senza il suo lasciapassare. Il suo luogotenente (che tra l'altro è suo genero) vuole recarsi, nonostante il divieto, alla Castellaccia: ne nasce un tumulto con i soldati di guardia. Lo Strozzi condanna all'impicca
gione l'insubordinato. Alessandro da Terni interviene e, solo con l'aiuto del Gonfaloniere di Porta Camollia, convince il Capitano Generale a condannare il congiunto al remo anziché a morte: ottenuto ciò, lo mette in salvo dandogli un cavallo e consigliandogli di rifugiarsi a Terni.
Giugno 1554: affianca lo Strozzi che esce da Siena; occupa Montecarlo e ne è lasciato alla guardia con 4 insegne di fanti italiani. Fortifica la località con bastioni e baluardi di terra. Passa successivamente alla difesa di Montecatini Terme con 1200 fanti e ne rafforza le fortificazioni.
Luglio 1554: assalito in Montecatini da Carlo Gonzaga, respinge il primo attacco; il giorno seguente un secondo attacco è condotto, disordinatamente, da Simeone Rossermini; alla fine il da Terni è costretto
a venire a patti per la mancanza di acqua e di vettovaglie.
Esce dalla città con 450 uomini armati della sola spada e con la promessa
di non militare contro Imperiali e Medicei per un anno. Si dirige verso la Lombardia con un rappresentante del Gonzaga: nell'attraversare l'Appennino, i soldati vengono derubati dei loro averi dai montanari. Alessandro ritorna a militare con lo Strozzi.
Luglio\Agosto 1544: con il Chiaramonte e Carlo Carafa, Alessandro si trova al castello di Crevole da dove porta via viveri e uomini per condurli a Siena. Rientrato in città ne esce poi dalla porta di Fontebranda comandato di scorta, insieme con Battistino Moretto ed il Carafa, ad un gruppo di 250 bambini ammalati portati tutti con le barelle; con loro vi sono anche molti uomini e donne che devono lasciare la città in quanto non vi sono provviste a sufficienza.
Questa gente ha caricato le loro cose su di un centinaio di animali: muli, asini e cavalli. Superato un posto di blocco a Casciano, costituito da soldati italiani e tedeschi, si imbatte in un secondo costituito da soli fanti
spagnoli. Costoro tagliano le funi delle some, gettano a terra i bambini ed uccidono gli accompagnatori. All'alba, i Senesi superstiti si ritrovano alla porta di Fontebranda; i superstiti delle quattro compagnie di scorta possono salvarsi perché gli Imperiali hanno atteso più a derubare i miseri che a inseguire i fuggitivi. Tra i franco\senesi si hanno un centinaio di morti e quasi altrettanti fra gli spagnoli.
Aprile - Giugno 1555: con la resa di Siena, Alessandro appoggia lo Strozzi alla difesa di Porto Ercole. Ha il comando di un forte esterno denominato Strozzo o Stronco, nel quale è ripetutamente assalito dai nemici: il primo attacco si conclude con l'uccisione di Alessandro Pelosi e Massimo Milanese ed il ferimento di altri 30 soldati. Nel complesso, davanti al forte da lui difeso, perdono la vita 500 spagnoli. Ferito mortalmente da un colpo di cannone, è portato sulla galea dello Strozzi, dove muore alla fine di giugno.
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mediocazurro ha scritto:
Leggendo l'ultimo libro di Dalla Monaca, consultabile qui


ho visto che secondo lui Sant'Elmo fosse un forte localizzabile, se ho ben capito, nella zona dell'asilo ricasoli, la cosa mi sembra strana perche se cosí fosse qualcosa si un forte tanto grande sarebbe rimasto.

Io osservando questa pianta

e questa immagine


mi sto persuadendo, che in realtá quello che é successo é questo


che ne pensate?

Piccola precisazione:
i bastioni che sembrano coincidere con la pianta sono stati costruiti in epoca più tarda rispetto al corpo principale, sicuramente sono un ampliamento spagnolo.
Poi se ci riflettiamo bene, quel forte come lì è sovrapposto sarebbe più grande della somma delgli attuali Rocca e Forte Filippo Shocked, un po' esagerato!
Quella lì non è altro che una coincidenza.
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