Newsletter-mailing list
Storia
Mappa Animata
Associazioni
Caravaggio
Forum 
Fotogallery
Fotomappa
Utility Software
Manualistica
Form Mail
info utili
Messaggi in bottiglia
Links-archivio
Archivio newsletters
Webs archivio
News e delibere del Comune

Caravaggio Musei Vaticani
Caravaggio on line



Accedi al forum


MSM-->web
                                     
Ricettivita'/accoglienza
- Agenzie immobiliari
- Hotel
- Affittacamere
- Camping
- Ristoranti
- Nautica
- Bar/pub
- Pizzerie
- Discoteche
- APT

Indimenticabili Eroi  (pagg. 1    3          10   11   12   13   14 )

Un isola di nome "Barr Musa kebir"

Il 17 Giugno alle 6.30 avvistano la costa in corrispondenza di Ras Asis, e qui avviene una delle cose più odiate da qualsiasi marinaio, si alza il vento e il mare in senso contrario alla rotta, costringendo il piccolo equipaggio ad uno sforzo sovraumano, cosi decidono di accostare verso terra e verso le 10 Sandroni crede di vedere del fumo sulla costa e alcune abitazioni indigene, ma dopo essere scesi a terra  non  trovano nulla meno che mai l'acqua che oramai anche dopo duri razionamenti era quasi finita.


Clicca sull'immagine per vederla ingrandita

Non c'è bisogno di tanta fantasia per immaginare che cosa può voler dire rimanere senz'acqua in posti dove 50 gradi all'ombra è la norma, così riprendono la navigazione un po' di brezza li aiuta, ma lentamente, un remo per timone e uno per vogare, lo scorrere della costa, il doppiaggio di innumerevoli isolotti è esasperante, l'acque basse di alcune lagune alle volte da modo di scendere e spingere a mano il battello il che era anche un momento di sollievo per la gambe e

i vari malesseri che cominciavano a farsi sentire, per la disidratazione. Oramai l'acqua era razionata a 2 dita al giorno.
Solo la notte, il caldo insopportabile dava tregua e ne approfittavano per vogare, ma l'acqua diventava sempre più bassa fino a che il
18 Giugno alle 3 del mattino il battello si arena e costringe Sandroni e Costagliola a cercare più fondale per oltre un ora, intanto Il nostromo versa in gravi condizioni e in preda ad un profondo stato confusionale, bisogna fare presto, se Torchia stava così allora voleva dire che anche gli altri a Musa Kebir erano nelle stesse condizioni. Niente fondale niente navigazione veloce, l'unica soluzione era tornare indietro e prendere un altra rotta, e manco a farlo apposta ecco il mare grosso e il vento contrario.
A questo punto del racconto Paolo sembra veramente rivivere quel momento a cui reagì con una rabbia mista a imprecazioni, fui testimone per un attimo di quella forza della disperazione che insieme a Sandroni li portò a vogare come disperati senza sosta per ore e ore. Nella cucina di casa sua e forse in tutto il condominio si sentiva solo la sua voce, nemmeno i familiari fecero il benché minino sforzo di calmarlo, ben cosciente che sarebbe stato inutile, e io meno che mai, l'avevo davanti faccia a faccia se ci avessi litigato in quel momento penso che mi avrebbe spezzato in due, pur essendo un uomo sugli ottanta.
"Sembravamo impazziti, un po' ai remi e un po' a spingere, sempre controvento, ma al giungere del mattino....e si calmò.
pagina predente - prossima pagina